Il Barolo

Vitigno: Nebbiolo 100%

Zona di produzione: Barolo, Castiglione Falletto, Serralunga d’Alba per l’intero territorio comunale, La Morra, Novello, Verduno, Monforte d’Alba, Grinzane Cavour, Diano d’Alba, Roddi e Cherasco per una parte.

Produzione massima per ettaro: 80 quintali per un totale di 54 ettolitri di vino. Produzione di 7.200 bottiglie di Barolo da 75 centilitri.

Invecchiamento minimo per legge: 38 mesi a partire dal 1° novembre successivo alla vendemmia, di cui 18 in botti di rovere o di castagno. La denominazione “Riserva” può essere indicata in etichetta solo dopo 5 anni di invecchiamento in cantina, calcolati a partire dal 1° novembre successivo alla raccolta delle uve.

Menzioni Geografiche Aggiuntive: per poter indicare in etichetta la MGA di provenienza è necessario utilizzare minimo l’ 85% di uve provenienti dal cru indicato.

Gradazione alcolica minima: 13% Volume.

Acidità totale minima: 4,5 per mille.

Estratto secco minimo: 22 grammi/litro.

Questa la carta d’identità del Barolo, eppure ogni bottiglia è il risultato di terreni, storie e tradizioni familiari diverse…tutto ciò in una zona relativamente piccola, circa 3.000 ettari nell’estrema parte nord-occidentale del territorio langarolo!

Ma soprattutto il Barolo deve le sue caratteristiche alla diversificazione del suolo nel quale le viti affondano le radici, suolo che milioni di anni fa era ricoperto dal mare insieme all’intera Pianura Padana! Non è raro infatti, passeggiando ai margini delle vigne, trovare fossili di conchiglie.

Comunque, serravalliano, tortoniano o messianico il terreno di questa parte di Langhe è eterogeneo e permette al Nebbiolo, dalla cui vinificazione in purezza deriva il Barolo, di esprimere tutte le sue diverse sfumature.